L’Immacolata
Concezione. Un altro mistero (dogma). Venne proclamato da Pio IX l’otto
dicembre 1854 con la bolla Ineffabilis Deus. Si tratta dell’affermazione che la
Vergine è stata concepita senza il peccato originale. Secondo l’antico testamento
Eva stessa prefigura Maria (Protovangelo della salvezza). Il dogma dice che quando
Gioachino e Anna generarono Maria, l’embrione
non venne “sporcato” dal Peccato originale. Questo è l’incipit per asserire,
nelle fase attuale della storia, che l’embrione ha un’anima e le conseguenti
forti richieste per impedire la ricerca sugli embrioni stessi ne è la più lampante conseguenza. Si tratta di un dogma, appunto, cioè “di un termine utilizzato generalmente per indicare
un princìpio fondamentale di una religione, o una convinzione formulate da filosofi e poste alla base delle loro dottrine, da considerarsi e credere per vero da chi si
reputa loro seguace o fedele. Il termine può essere applicato in senso
estensivo a discipline diverse da quelle religiose” (wikipedia).
Dogma, per altro, non condiviso da nessuna altra religione
cristiana, compresa l’Ortodossa.
E qui si ripropone l’eterno problema della separazione fra
leggi e fede, peccato e reato. L’anima esiste? Entra nell’embrione al momento
del concepimento o dopo? Esiste un aldilà? Domande alle quali è impossibile
rispondere se non con atti di fede, dogmi, appunto. Soprattutto, a chi spetta
la difesa delle anime (per chi crede alla loro esistenza, ovviamente)? Al suo “portatore”,
alla Dottrina, alla Chiesa o allo Stato? In quest’ultimo caso la collusione con Stati
integralisti sarebbe inquietante. Parlando di libero arbitrio non avrei dubbi. Allora
perché mi si vuole imporre per legge la difesa dell’anima mia? Sembra quasi che qualcuno abbia una paura
folle della capacità di decidere dei singoli e voglia regolamentare non solo la
civile convivenza in base a leggi condivise, ma anche la salvezza delle anime
in base al credo del legislatore di turno.
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