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sabato 10 gennaio 2015

Strada dei Colli. Esponente PD di ispirazione borgheziana.


In Data 28 gennaio 2014 ci occupammo di una vicenda contorta e contestata in quel di Cisternino la  strada dei colli (il pezzo comparve su Spagine e in queste pagine) che dovrebbe essere costruita, con ogni probabilità per far comodo a qualcuno e distruggendo macchia mediterranea, muri a secco e uliveti in quantità ed in un luogo assolutamente da visitare, idoneo per un turismo soft, leggero, magari a piedi o in bicicletta. In una paese, Cisternino, già servito da strade che sarebbe utile manutenere dignitosamente e magari ampliare in alcuni punti. Chi vive nel Salento leccese ha idea di cosa si parla se conosce la storia della famigerata 275, si vuole costruire un’autostrada sacrificando uliveti e territorio dove basterebbe fare qualche circonvallazione nei paesi penalizzati da una straducola che in inverno è dignitosa, ma in estate raccoglie molto traffico. Tuttavia pare che interessi occulti (chi parla di terreni venduti a caro prezzo, chi di imprese appaltatrici e chi d’altro) vogliano ad ogni costo cementificare il Salento intero, si vuole riminizzare una regione che non merita tanto scempio.
La Strada dei Colli, comunque, è ancora in discussione, il Comitato no strada dei colli  ha raccolto migliaia di firme contro questo scempio, ma l’amministrazione non demorde, e ultimamente qualche illuminato amministratore  ha scoperto anche la mail come strumento di comunicazione. Purtroppo si mobilitano, gli illuminati amministratori, anche con colpi bassissimi, degni di un Borghezio in pieno spolvero. La cosa che più inquieta è che a fare questo tipo di comunicazione sia un tizio del Partito Democratico, tal Stefano Semeraro. La mail che segue è dell’amico giornalista Gabriele Invernizzi, l’ha inviata alla persona che è l’anima del comitato stesso, Alberto Vannucci, noto pittore, che gestisce un B&B a Cisternino che ha eletto come luogo in cui vivere.
Lo stile della mail ricorda altri tempi ed altri modi di denigrare e gettare fango,  è tipico di ambienti mafiosi farlo, si colpiscono gli "avversari" tentando di annullarne la figura con il gossip e false notizie. 

Scrive Gabriele:

Caro Alberto, ieri per me è stato un giorno di dolore. A Parigi, nell'assalto al "Charlie Hebdo", è stato ucciso anche il mio vecchio amico Georges Wolinski. Quante volte, assieme, abbiamo rotto i coglioni ai potenti. Un mio figlio conserva ancora la vignetta che lui gli aveva dedicato: la donnina, una delle sue celebri donnine semisvestite, chiede "Forza Italia?" e l'uomo le risponde "Vaffan Culo!", scritto proprio così. Berlusconi era appena apparso sulla scena ma Wolinsky non aveva avuto dubbi sul dove avremmo dovuto mandarlo, lui e tutti i suoi simili. Questo succedeva ieri. Ma oggi è quasi peggio.Stamattina alle otto e mezza ho letto il messaggio email che ti è stato indirizzato da un tale Stefano Semeraro, che ho il piacere di non conoscere personalmente ma di cui so che è un esponente del Pd di Cisternino e che si batte a favore della costruzione della Strada dei Colli. Costui insinua che, contro la strada, si stanno invece muovendo i gay, i quali utilizzano "le comuni tendenze sessuali" per fare pressioni sulle pubbliche amministrazioni. Sono affermazioni intollerabili, e lo dico io che, senza essere omosessuale, sono però contro la strada, così come succede ai quasi cinquemila cittadini che hanno firmato la petizione "No Strada dei Colli". Le insinuazioni di questo tal Semeraro sono agghiaccianti, soprattutto perchè costui è un esponente del Pd di Cisternino, e il Pd è un alleato di Sel, il partito di Nichi Vendola. Il quale è omosessuale, così come lo sei tu, Alberto. E' qui che vuole arrivare il suddetto Semeraro? Farebbe bene a dirlo chiaro e tondo, e il califfo di Baghdad sarebbe al suo fianco. Peccato che Wolinski sia stato ucciso proprio ieri. Ne avrebbe fatto delle vignette straordinarie. Ciao!Gabriele




venerdì 9 gennaio 2015

Matite spezzate

Daniel Cohn Bendit “Comme il y a eu un fascisme venu de la civilisation occidentale, il y a un fascisme venu de la civilisation de l’islam”.

                                  

A caldo si possono fare i commenti più disparati, crudeli, pragmatici, complottisti, religiosi, politicisti. Il giorno dopo si metabolizza. Il poliziotto massacrato sul marcipiedi si chiamava Ahmed, chi l’ha ammazzato è nato e cresciuto in Francia, ha mangiato cibo francese, è stato in scuole europee.  Tutto si mischia nell’orrore e nella guerra. In Tv si parla della differenza fra guerra e terrorismo, alla fine si giunge alla conclusione che è vero, questa è una guerra però ci sono eserciti che applicano il terrorismo come azione di guerra.  Il paradosso più eclatante è come movimenti xenofobi come la lega nord e il partito della Le Pen  si scaglino immediatamente contro le libertà in Europa: abolire Shengen, basta moschee e via dicendo. Quasi il problema fosse l’Islam e non il fascismo che domina in alcune regioni (e religioni) e dichiara guerra al mondo intero. Badilate di facilissimo populismo che l’Europa conobbe in altri momenti, quando gli ebrei venivano cremati e le loro ceneri sparse al vento.  Oggi si chiama olocausto, allora si chiamava “difesa della razza”. Esiste una geometria concentrica che unisce in un unicum Salvini e il califfo di turno, entrambi mirano alla guerra fra civiltà.  
Siamo veramente in guerra? E guerra sia, non una guerra stracciona come quelle dichiarate da Bush, se guerra deve essere, l’ONU ne sia guida. Altrimenti si proseguirà a mandare eserciti italiani a sparare ovunque raccontandoci la palla che sono in missione di pace.
Ma prima della guerra è tempo delle diplomazie, le stesse che hanno colpevolmente ignorato quello che succedeva in Siria, ed hanno portato, nei fatti, a questa situazione che pare ingovernabile. Le stesse che hanno avallato altri attacchi in Afghanistan e in Iraq perché un califfo sedicente presidente USA lo voleva.  In Italia, in Europa, moltissimi islamici si sono schierati immediatamente contro gli eserciti del male che combattono in nome di un Dio loro, personale, che nulla ha a che vedere con le religioni. 
Fra i commentatori c’è chi tira in ballo Freud quando parla della religione come “nevrosi infantile”, non so se così è, quello che so è che questi colpiscono nel mucchio: vignettisti, giornalisti satirici, passanti. Quel che so è che si colpisce al cuore la civiltà e la convivenza. Ahmed è morto su un marciapiedi, forse colpito da altri Ahmed. In Medio Oriente mussulmani continuano a massacrare mussulmani, terroristi ammazzano loro simili in nome e per conto della loro stessa religione, urlando il nome dello stesso Dio. Imbarbarimento o follia?  Come follia è additare il giornale satirico reo di avere “esagerato”, così dicono molti europei benpensanti. La satira è esagerazione e irrisione, che altro? Siamo ahinoi abituati a personaggi pubblici che denunciano vignettisti; ricordo (uno su tutti) il D’Alema che denunciò Forattini, quasi a dire “non toccate il re”, la satira, bene sappiamo, punge, e chi non sa ridere può morire dello stesso veleno innocuo per altri.

Intanto apprendiamo come i terroristi (soldati?) che hanno colpito in Francia sono stati individuati. Uno di loro ha scordato la carta d’identità in auto. Pare bizzarro veramente. Speriamo che durante gli interrogatori nelle questure transalpine, dal quarto piano in su, le finestre siano ben serrate. Fa freddo!

giovedì 8 gennaio 2015

Solidarietà con Charlie Hebdo, con i gionalisti, con i mussulmani democratici!

L'attentato criminale contro la libertà di stampa ha già raggiunto il suo primo scopo: dare voce alle istanze xenofobe e razziste delle destre europee.  Dopo questo orrendo crimine sarà più difficile parlare di democrazia, però occorre che le voci delle democrazie siano solidali e immediate. Gli islamici non sono i nemici!   Ogni giornale dovrebbe pubblicare le vignette di Charlie Ebdo in prima pagina, e si dovrebbero ospitare mussulmani in ogni TG.


“Attacco alla libertà, di tutti”, Corriere della Sera. “Attacco terrorista alla libertà di stampa nel cuore d’Europa”, El Pais “Nous sommes tous Charlie”, Liberation. “Jihad, massacro nel giornale”, Repubblica. “Una risata li seppellirà”, Il Manifesto. Le Monde, La Stampa, El País Süddeutsche Zeitung, The Guardian e Gazeta Wyborc pubblicano stamani (8 gennaio 2015) un editoriale comune: “Il terrorismo, qualunque sia la sua ideologia, rifiuta la ricerca della verità e ricusa l’indipendenza di spirito. Il terrorismo islamico ancora di più..
Continueremo a informare, a fare inchieste, a intervistare, a commentare, a pubblicare e a disegnare..Lo dobbiamo ai nostri lettori. Lo dobbiamo alla memoria di tutti i nostri colleghi assassinati. Lo dobbiamo all’Europa. Lo dobbiamo alla democrazia. «Noi non siamo come loro», diceva lo scrittore cecoslovacco Vaclav Havel, oppositore vittorioso del totalitarismo diventato Presidente. E’ la nostra forza”.  (da Il Caffè di Corradino Mineo)

mercoledì 7 gennaio 2015

Befana, Re magi e Forza Grecia!

Bene, anche l’Epifania se ne è andata! Da oggi si ricomincia a parlare di crisi, problemi, tasse, evasioni, job act e via dicendo.
Rimane il ricordo di un altro Natale passato con annessi e connessi. Le bottiglie di vino scambiate fra parenti e amici, inutile reiterare l’invito di ogni anno “io compro quel che piace a me e me lo bevo alla tua salute, lo stesso fai tu così il regalo sarà sicuramente gradito”. Invece mi toccano vini valtellinesi, dolomitici, austroungarici ecc. Per me che viaggio un po’ a Natale è un problema arrivare dal Piemonte con un vino veneto. Vabbè, grazie egualmente e a tutti.
E con il vino rimangono aperte comunque e sempre le domande che attanagliano. Si parla dei re magi, una storia decisamente plausibile la si trova all’indirizzo della  fondazione terra d'Otranto, rimanendo invece nella leggenda abbiamo la raffigurazione di tre individui sui loro cammelli che inseguono una cometa, e fin qui è divertente, ciò che lascia perplessi sono i doni: oro, incenso e mirra. Passi per l’oro, l’incenso potrebbe funzionare se uno nasce in una stalla, i cattivi odori li caccia. E’ la mirra che turba. Se nasce il figlio di conoscenti o amici miei e arrivo con la mirra mi sa che rischio una denuncia. Si porta in dono un unguento che serve per imbalsamare? Mah. Va bene, esiste una simbologia, però a tutto c’è un limite.
E comunque nel giorno dell’epifania si è parlato anche di befana. Non c’entra nulla con il Natale, con il presepe e con i re magi, solo casualmente arriva lo stesso giorno (senza mirra). E sempre il sei gennaio qualcuno ha pubblicato su facebook un ritorno alla ragione e al contemporaneo. Si chiede il postatore: come mai in Italia vanno avanti i ricercati e non i ricercatori? Bella domanda veramente. Un condannato viene nominato “padre della Patria” (nominato, non eletto, è out scegliere i candidati) mentre qualche migliaio di giovani ricercatori vanno a guadagnare quattro soldi all’estero.
E va bene così, l’anno vero inizia adesso, buon lavoro a chi ce l’ha. E, mi permetto di dire: Forza Grecia!!!!!!!



  

domenica 4 gennaio 2015

Padova, clochard e il sindaco Bitonci

Bitonci, se lo conosci lo eviti




Lui si chiama Massimo Bitonci, un nome una storia. Già senatore della lega nord ora sindaco di Padova. Da sempre in prima linea nella lotta contro ogni persona non ariana, da sempre con venature xenofobe e razziste.
Alcune sue ordinanze hanno fatto epoca, citiamo:

"È vietato soddisfare le esigenze fisiologiche fuori dai luoghi destinati allo scopo".
"È vietato bagnarsi o nuotare fuori dai luoghi destinati allo scopo"
“È vietato il trasporto, senza giustificato motivo, di mercanzia in grandi sacchi di  
 plastica, borsoni o con altri analoghi contenitori”
“Vietato affiggere papiri di laurea e ogni altro materiale ai tronchi degli alberi”

Il 21 dicembre scorso poi la polizia municipale padovana ha raggiunto l’apice della pochezza amministrativa di cotant osindaco, il verbale dice:

«Si sdraiava a terra sul marciapiede utilizzandolo come giaciglio per dormire. Nell’occasione utilizzava cartoni e coperte che venivano fatte rimuovere»
La sanzione amministrativa è di 100 euro. Il malcapitato è un clochard “reo” di dormire a terra all’aperto in pieno inverno. A prescindere dal sadismo insito in questa multa e nella relativa ordinanza la domanda inquietante è: come farà un clochard a pagare 100 euro al Comune di Padova? Però anche un’altra domanda si impone: i padovani sono così sicuri di voler derubare un povero Cristo colpevole di essere senza nulla?  

Queste sono vere e proprie bitonciate (neologismo per dire di gretto razzismo) .