Commenti

Non pubblicheremo commenti anonimi.

sabato 21 novembre 2015

FIlastrocca corta e matta





FILASTROCCA CORTA E MATTA

Filastrocca corta corta,
il porto vuole sposare la porta,
la viola studia il violino,
il mulo dice: - Mio figlio è il mulino;
la mela dice: - Mio nonno è il melone;
il matto vuol essere un mattone,
e il più matto della terra
sapete che vuole? Vuol fare la guerra!


venerdì 20 novembre 2015

Dichiarazione dei diritti del fanciullo

 Ventiseimila ogni giorno, una strage continua: è questo il numero dei bambini che muoiono nel mondo prima di arrivare ai cinque anni d'età. E le cause sono facilmente prevenibili, dalle malattie infettive alla diarrea, dalla fame alle scarse condizioni igieniche.
La pelosa ipocrisia delle nazioni che hanno sottoscritto ladichiarazione dei diritti del fanciullo esce fuori con tutte le sue contraddizioni. Il mondo detto "primo" è colpevole di creare le condizioni per la nascita dei terrorismi! Solo con pari diritti e pari dignità si battono le guerre.

Leggiamo su Wikipedia: 

La Dichiarazione di Ginevra dei diritti del fanciullo è un documento redatto nel 1924 dalla Società delle Nazioni Unite in seguito alle devastanti conseguenze che la Grande guerra produsse in particolare sui bambini. Per redigerlo la Società delle Nazioni fece riferimento alla Carta dei diritti del Bambino scritta nel  1923 
Successivamente, con l'istituzione dell'ONU, la dichiarazione è stata approvata il 20 novembre 1959 dall' Assemblea generale dell'ONU  e revisionata nel 1989, quando ad essa ha fatto seguire la Convenzione Internazionale dei diritti dell'infanzia. Questo documento in realtà non è vincolante per i singoli stati, ciò significa che non ha valore giuridico nel diritto , e tanto meno nel diritto internazionale, ma impegna i paesi membri soltanto da un punto di vista morale.

Il documento dichiara che:

Principio primo: il fanciullo deve godere di tutti i diritti enunciati nella presente Dichiarazione. Questi diritti debbono essere riconosciuti a tutti i fanciulli senza alcuna eccezione, senza distinzione e discriminazione fondata sulla razza, il colore, il sesso, la lingua la religione o opinioni politiche o di altro genere, l'origine nazionale o sociale, le condizioni economiche, la nascita, o ogni altra condizione sia che si riferisca al fanciullo stesso o alla sua famiglia.
Principio secondo: il fanciullo deve beneficiare di una speciale protezione e godere di possibilità e facilitazioni, in base alla legge e ad altri provvedimenti, in modo da essere in grado di crescere in modo sano e normale sul piano fisico intellettuale morale spirituale e sociale in condizioni di libertà e di dignità. Nell'adozione delle leggi rivolte a tal fine la considerazione determinante deve essere del fanciullo.
Principio terzo: il fanciullo ha diritto, sin dalla nascita, a un nome e una nazionalità.
Principio quarto: il fanciullo deve beneficiare della sicurezza sociale. Deve poter crescere e svilupparsi in modo sano. A tal fine devono essere assicurate, a lui e alla madre le cure mediche e le protezioni sociali adeguate, specialmente nel periodo precedente e seguente alla nascita Il fanciullo ha diritto ad una alimentazione, ad un alloggio, a svaghi e a cure mediche adeguate.
Principio quinto: il fanciullo che si trova in una situazione di minoranza fisica, mentale o sociale ha diritto a ricevere il trattamento, l’educazione e le cure speciali di cui esso abbisogna per il suo stato o la sua condizione.
Principio sesto: il fanciullo, per lo sviluppo armonioso della sua personalità ha bisogno di amore e di comprensione. Egli deve, per quanto è possibile, crescere sotto le cure e la responsabilità dei genitori e, in ogni caso, in atmosfera d'affetto e di sicurezza materiale e morale. Salvo circostanze eccezionali, il bambino in tenera età non deve essere separato dalla madre. La società e i poteri pubblici hanno il dovere di aver cura particolare dei fanciulli senza famiglia o di quelli che non hanno sufficienti mezzi di sussistenza. È desiderabile che alle famiglie numerose siano concessi sussidi statali o altre provvidenze per il mantenimento dei figliuoli.
Principio settimo: il fanciullo ha diritto a una educazione, che, almeno a livello elementare deve essere gratuita e obbligatoria. Egli ha diritto a godere di un'educazione che contribuisca alla sua cultura generale e gli consenta, in una situazione di eguaglianza di possibilità, di sviluppare le sue facoltà, il suo giudizio personale e il suo senso di responsabilità morale e sociale, e di divenire un membro utile alla società. Il superiore interesse del fanciullo deve essere la guida di coloro che hanno la responsabilità della sua educazione e del suo orientamento; tale responsabilità incombe in primo luogo sui propri genitori 11 fanciullo deve avere tutte le possibilità di dedicarsi a giochi e attività ricreative che devono essere orientate a fini educativi; la società e i poteri pubblici devono fare ogni sforzo per favorire la realizzazione di tale diritto.
Principio ottavo: in tutte le circostanze, il fanciullo deve essere fra i primi a ricevere protezione e soccorso.
Principio nono: il fanciullo deve essere protetto contro ogni forma di negligenza, di crudeltà o di sfruttamento. Egli non deve essere sottoposto a nessuna forma di tratta. Il fanciullo non deve essere inserito nell’attività produttiva prima di aver raggiunto un'età minima adatta. In nessun caso deve essere costretto o autorizzato ad assumere un'occupazione o un impiego che nuocciano alla sua salute o che ostacolino il suo sviluppo fisico, mentale, o morale.
Principio decimo: il fanciullo deve essere protetto contro le pratiche che possono portare alla discriminazione razziale, alla discriminazione religiosa e ad ogni altra forma di discriminazione. Deve essere educato in uno spirito di comprensione, di tolleranza, di amicizia fra i popoli, di pace e di fratellanza universale, e nella consapevolezza che deve consacrare le sue energie e la sua intelligenza al servizio dei propri simili.

giovedì 19 novembre 2015

19 novembre 1969: Il gol numero 1000 di Pelè




Era il 19 novembre 1969, al '34 della partita Santos - Vasco De Gama (Brasile) la palla è sul dischetto, Edson Arantes do Nascimento, detto Pelè, segna il suo gol numero mille! Il Brasile esplode!

Nato il 23 ottobre 1940 a Tres Coracones, Pelè è considerato il miglior giocatore di sempre. E' l'unico ad aver ricevuto il Pallone d'oro onorario della FIFA.
O rei (il re) è conosciuto anche come Perla nera. E' l'unico ad aver vinto tre edizioni del comapionato mondiale (1958, 1962, 1970). Altro record è quello delle ret isegnate in partita: 1281 goal in 1363 partite. Il presidente del Brasile Janio Quadros ha voluto dichiararlo "Tesoro nazionale" e, dal 2011, è anche "patrimonio storico sportivo dell'umanità.  

mercoledì 18 novembre 2015

Ministra Giannini - se la conosci la eviti.

Ministra Giannini detta "se la conosci la eviti"
La ministra Giannini (vedi articolo su Le Scienze) brilla per ovvietà. Dopo la riforma della scuola "buona", se ne esce con affermazioni che, se non si trattasse di un ministro della Repubblica, sarebbero risibili. "Iscriversi all'università costa meno che acquistare un'utilitaria", dice l'impunita. Per chi ritiene la cultura un bene imprescindibile ed essenziale (parlo delle persone dotate di intelligenza media, che vedono  la democrazia come crescita costante e informata, che hanno della cultura una visione diversa da quell'altro ex ministro che diceva che la cultura non si mangia, evidentemente quell'affermazione ha illuminato la nominata Giannini) queste parole equivalgono a un ipotetico ministro della salute che dice ai malati  "i ticket costano meno di un ingresso alla Scala la sera della prima, pezzenti". 

martedì 17 novembre 2015

Forza Alessandro!!!!

Riporto il post di Ciclopica Lecce su facebook: 

Oggi è successo un fatto gravissimo. 16 novembre, ore 11, viale Calasso, Lecce. Un'auto a tutta velocità prende in pieno un amico in bicicletta. Per fortuna il ciclista è sopravvissuto alla violenza dell'impatto, ma la panda grigia è scappata senza nemmeno prestare soccorso. In questa città le strade non dovrebbero essere solo delle auto. Per questo motivo sollecitiamo il Sindaco e l'Assessore al traffico a porre la massima attenzione sulla vicenda e a tutti coloro che hanno visto a contattarci. E sollecitiamo il criminale alla guida della panda grigia a costituirsi.

Nella foto sotto del giornale on line:  www.Lecceprima.it   una delle meravigliose piste ciclabili di Lecce.



lunedì 16 novembre 2015

Islam, stragi, deputati e giornalisti xenofobi


 Sulla strage di Parigi si è detto di tutto e di più, moltissimi sui social network diventano improvvisamente esperti di ogni branca dello scibile umano, esattamente come per la nazionale di calcio dove tutti sanno quali giocatori erano meglio di altri, così molti sanno tutto di Islam, guerre di religione e via dicendo. Tuttavia quello che brilla è l’utilizzo inopinato dell’informazione da parte di alcuni politici per far passare messaggi che non sono solo inquietanti ma rasentano la vera istigazione a delinquere o all’odio razziale.
E questi trovano buona sponda in alcune testate giornalistiche (poche per fortuna) che fanno dell’informazione strumento di istigazione vera e propria alla caccia all’uomo, alla generalizzazione, alla xenofobia. Trovano terreno fertile in quella parte della società che ha bisogno acritico di un nemico di prossimità individuato in altri tempi nei “terroni” oggi negli immigrati. Gravissimo il fatto che alcuni uomini e donne politici e direttori di giornali fomentino, anziché la voglia di ricercare, di capire, di informarsi, un odio “a prescindere”. Mi è successo di essere in pizzeria, è arrivato l’indiano che vendeva rose, al nostro diniego ha salutato e si è ritirato senza nulla aggiungere, con un sorriso. Nel tavolo vicino tre uomini lo hanno letteralmente assalito verbalmente accusandolo di portare via il lavoro agli italiani, quasi uno di quei tre avesse velleità di andare la notte a vendere due rose in qualche pizzeria. Inutile dire che la rosa l’abbiamo acquistata noi. Non è stato solo un gesto di solidarietà, piuttosto di disprezzo per gli altri.
Questo è spesso il fuoco sotto la cenere, e su questo fuoco soffiano i Salvini, le Santanchè, i Belpietro, i Gasparri.
Abbiamo raccolto alcune perle di frasi lanciate su facebook e su twitter.




Salvini e i suoi amichetti leghisti scrivono:

“#Prayforparis. Ma non bastano cortei e minuti di silenzio. Terrorismo islamico va sradicato con la forza!

 #Parigi”, “buonisti = complici”,

“chi mi parla dell’islam moderato lo prendo a calci in culo”,

“I libri di ORIANA FALLACI obbligatori in tutte le scuole”, “Non è più il momento dell’ipocrisia, delle sfilate e dei minuti di silenzio, questa è una guerra, serve un intervento militare internazionale subito in Siria ed in Libia”.



Annotiamo l’uso della “forza” richiamato, l’utilizzo della parola “buonisti” quasi fosse negativa. Siamo nel tempo in cui le parole perdono la loro forza, vengono travisate. Ci hanno scippato anche la possibilità di essere accoglienti, di considerarci esseri umani fra altri esseri umani forzando la lingua italiana con il terrificante: “buonista”, mettono così in forse anche le parole del papa e della religione che dicono di voler difendere arrotolandosi nella loro melma. 
Inoltre c’è un vero e proprio oltraggio e istigazione alla xenofobia parlando di Islam. Esistono islamici moderati e non terroristi? Sicuramente si e sicuramente i terroristi sono una minoranza residuale, quand’anche ricchissima e violenta, tuttavia insinuare che l’Islam deve essere combattuto a prescindere perchè gli islamici sono tutti così, equivale a dire che gli italiani sono tutti mafiosi. Oppure l’inossidabile (nel senso che è fatta di moplen e non può ossidare, arrugginire) Santanchè che scrive che l’Islam festeggia i nostri morti. Anche qui è chiamata alle armi contro i non cattolici. Se la Santanchè e i suoi epigoni fossero islamici sarebbero sicuramente dell’isis, vogliono sterminare tutti quelli che non sono come loro, invece sono Deputati della Repubblica italiana, chiamati a cambiare la nostra Costituzione.  
Poi ci sono le note di colore, sempre parlando di stupro della lingua italiana, Gasparri che posta su facebook la necessità di armare tutti gli eserciti per “radere al suolo l’Isis” (sic), quasi Isis fosse una città, una casa. (Post che ha poi corretto in corsa, qualcuno gli ha fatto notare la bestialità scritta, lui probabilmente non ha capito ma si è adeguato).
 E terminiamo  con l’ignominia del quotidiano Libero. Il suo direttore Belpietro ha ricevuto denunce per istigazione all’odio razziale e varie segnalazioni all’ordine dei giornalisti per quel titolo a tutta pagina: “Bastardi islamici”. Altre denunce dovrebbe ricevere per un altro articolo che mette assieme tutta la filosofia salviniana, unendo nell’odio razziale meridione d’Italia e Islam: l'Islam teme solo la mafia. Non è solo ignobile, è indegno che chi scrive queste porcate faccia parte dell'ordine dei giornalisti.