Chi
vuole trasformare la scuola in vettore di asocialità?
Ripensavo al bel
libro di Carofiglio “La Manomissione delle Parole” leggendo della vicenda dei
giochi d’azzardo spacciati per legali dal governo italiano e dall’ AAMS, la
branca dei Monopoli di Stato che gestisce il settore. Infatti parlare di
“gioco” è cosa bella, pulita, educativa. Se metto (senza manomettere) le
paroline “d’azzardo”, il senso muta completamente. Ovviamente per il governo
l’azzardo è merce preziosa, stiamo dicendo di una raccolta pari a 76 miliardi
di euro nel 2011, non certo noccioline, grosso modo sono 1200 euro per
italiano, neonati compresi.
E’ di questi giorni
la pubblicazione di nuove licenze per i giochi on line, guarda caso abbondano
fra gli assegnatari aziende con sede a Malta piuttosto che a Gibilterra. Libera
e le associazioni che segnalano il gioco compulsivo denunciano da tempo due fattori
determinanti: da un lato le mani della criminalità organizzata su queste
attività, dall’altro il pericolosissimo aumento dei giocatori minorenni.
“Sappiamo con certezza che, come sostenuto da tutte le ricerche fatte in Italia, centinaia di migliaia di minorenni del nostro paese giocano d’azzardo nonostante questo sia vietato per legge; sappiamo anche che decine di migliaia di giovani studenti hanno un problema di patologia legato al gioco d’azzardo”, dice Libera in un documento. Andremo poi a verificare le responsabilità della politica tutta in questo scempio, nessuno escluso. Ricordiamo infatti un raggiante Veltroni che aumentava i giochi per “finanziare la cultura” e ricordiamo come nessuno abbia mai pensato di mettere sotto stretta sorveglianza il settore. Ora siamo al paradosso di intense campagne pubblicitarie nelle TV pubbliche e private che invitano al gioco “con cautela però” dicono a margine degli spot, come quelle indicazioni di farmaci che recitano velocemente ed incomprensibilmente le controindicazioni. In uno spot, fortunatamente eliminato dalla RAI dopo vibranti proteste, addirittura si vedeva un ragazzino che si preparava per il suo primo appuntamento, non già con una coetanea, ma con un videopoker.
“Sappiamo con certezza che, come sostenuto da tutte le ricerche fatte in Italia, centinaia di migliaia di minorenni del nostro paese giocano d’azzardo nonostante questo sia vietato per legge; sappiamo anche che decine di migliaia di giovani studenti hanno un problema di patologia legato al gioco d’azzardo”, dice Libera in un documento. Andremo poi a verificare le responsabilità della politica tutta in questo scempio, nessuno escluso. Ricordiamo infatti un raggiante Veltroni che aumentava i giochi per “finanziare la cultura” e ricordiamo come nessuno abbia mai pensato di mettere sotto stretta sorveglianza il settore. Ora siamo al paradosso di intense campagne pubblicitarie nelle TV pubbliche e private che invitano al gioco “con cautela però” dicono a margine degli spot, come quelle indicazioni di farmaci che recitano velocemente ed incomprensibilmente le controindicazioni. In uno spot, fortunatamente eliminato dalla RAI dopo vibranti proteste, addirittura si vedeva un ragazzino che si preparava per il suo primo appuntamento, non già con una coetanea, ma con un videopoker.
Parlare di mancanza di dignità è poco, siamo più vicini
all’istigazione. Annotiamo che a consentire questo scempio sono anche quei
parlamentari che ogni tanto escono scandalizzati per la scritta Marlboro sulle
Ferrari. Le sigarette non si possono pubblicizzare, il gioco si deve.
E’ di questi giorni lo scempio più grande contro il quale
si sono levate le voci delle associazioni e un appello alla Presidenza del Consiglio
perché blocchi il progetto AAMS rivolto, con un DVD, alle scuole e agli
studenti. I senatori Baio, Li Gotti, Garavaglia, Lauro e Gustavini hanno fatto un appello in
tal senso, sostenuti da
Matteo Iori, presidente del CONAGGA, don Armando Zappolini, presidente del
CNCA, don Luigi Ciotti, presidente del Gruppo Abele e di Libera, e Graziano
Bellio, presidente di Alea.
A onor del vero l’ultima parte è dedicata al gioco compulsivo, tuttavia i malati vi sono rappresentati come dei pazzi che prendono a calci le slot o come abbrutiti. E’ ovvio che nessun ragazzo si senta chiamato in causa, quale adolescente si rappresenterebbe in questo modo? Noi fumatori, anche post adolescenti, sappiamo bene come funziona con il cancro ai polmoni “vuoi che capiti proprio a me?”.
Ed è poi meraviglioso, al limite dell’onirico il finale:
esistono due solo modi di giocare (perché giocare si deve – n.d.r.), legalmente
o illegalmente. Il terzo modo, il non giocare non è contemplato nel regno dei
74 miliardi di euro.
Per meglio seguire un’analisi esaustiva sul DVD
incriminato, invito alla visione del filmato al link: http://www.youtube.com/watch?v=GkKa_9az9qI&feature=youtu.be
– dura mezz’ora ma vale la pena, soprattutto per gli educatori e i genitori.
Soprattutto per quanti hanno la possibilità di interdire l’ingresso nelle
scuole di questa violenza contro gli adolescenti. Il messaggio che si trasmette
è inquietante, direi che siamo al limite dell’antidemocrazia, perché non
scordiamo che a parlare non è un’aziendina del nord est, ma una branca dello
Stato.
Il giornalista Daniele Poto, che con
Libera ha curato un rapporto includendo il lavoro di ricerca fatto
dall'associazione Giovanni XXIII del novembre del 2011, scrive che lo
studio: «…ha realizzato una ricerca sulle abitudini al gioco d'azzardo stimando
circa un 1 milione e 720 mila giocatori a rischio e ben 708.225 giocatori
adulti patologici, ai quali occorre sommare l’11% dei giocatori patologici
minorenni e quelli a rischio. Il che significa che vi sono circa 800 mila
dipendenti da gioco d’azzardo all'interno di un'area di quasi due milioni di giocatori
a rischio. I giocatori patologici dichiarano di giocare oltre tre volte alla
settimana, per più di tre ore alla settimana e di spendere ogni mese dai 600
euro in su, con i due terzi di costoro che addirittura spendono oltre 1.200
euro al mese»
E leggiamo sul sito
donnesulweb.it : “E' allarme per il boom di giocatori
d'azzardo adolescenti su internet. La polizia postale denuncia che un numero
sempre maggiore di ragazzini scommette sul web. Secondo un'indagine di
"Skuola.net", il 40% degli adolescenti intervistati non sa neanche
che giocare a pagamento su internet per i minorenni è vietato”.
le immagini sono tratte da: http://www.nanopress.it/
le immagini sono tratte da: http://www.nanopress.it/
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