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giovedì 31 gennaio 2013

Votate Van Der Lubbe!


“Votate Van Der Lubbe”!!! Così un volantino affisso su un albero a Lecce.

Ognuno si fa la propria campagna elettorale come meglio crede, anche scrivendo su un altro volantino “Avanti pecore, andate a votare” e infine proclamando in un terzo foglio lo “Sciopero Elettorale Generale”. Ora speriamo che gli scrittori da muro non si prendano tutto il merito per l’astensione che si pensa massiccia non già come forma di protesta organizzata, piuttosto come spossatezza da troppi anni di mala politica, malaffare, collusioni e tassazioni fuori da ogni limite socialmente sopportabile.
Comunque, giusto per ricordare chi era Van Der Lubbe, ecco una piccola scheda.
Marinus Van Der Lubbe, 13 gennaio 1909, 10 gennaio 1934 – comunista  condannato a morte per l’incendio del Reihstag a Berlino.
La notte del 27 febbraio 1933 arrivò l’allarme per un incendio al palazzo di governo, immediatamente giunsero sul posto i pompieri e Hitler accompagnato da Goring. Van Der Lubbe venne fermato dalla polizia nei paraggi in stato confusionale. I due nazisti immediatamente colsero la palla al balzo e diedero la colpa ai comunisti (Berlusconi ha imparato bene la lezione), mentre pare evidente che la cosa giovò esclusivamente al partito nazista che pochi mesi dopo ottenne la maggioranza bulgara in parlamento dando inizio al periodo più cupo della storia mondiale.  
Van Der Lubbe, torturato, ammise ogni colpa, anche se i pompieri dubitavano che un incendio divampato contemporaneamente in più posti potesse essere opera di una sola persona. Il processo fu un vero mostro giuridico, tipico delle dittature, infatti venne reintrodotta la pena di morte restroattiva (leggi ad personam, anche qui il nostro ha imparato la lezione) ed il ragazzo venne decapitato il 10 gennaio 1934, a tre giorni dal suo venticinquesimo compleanno. I nazisti colpevoli dell’incendio la fecero franca, protetti dal loro datore di lavoro.
La condanna venne dichiarata illegale nel 2008.

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