A volte le storie partono da lontano,
arrivano lontanissimo. Viaggiano in mari tempestosi, fieri, lievi e piatti. Le
navi dei folli e quelle delle crociere che a volte, ahinoi, si reclinano
mestamente davanti alle isole di gigli e di roccia, crudeli ammassi di ferro e
luci scintillanti. Comandanti coraggiosi o vili. Le altre, quelle che amiamo e
che Ivan Della Mea ci insegnò a guardare con l’emozione nel cuore (o dell’anima
per chi ha la ventura di crederci) non hanno capitani né comandanti, vanno con
un equipaggio di trasvolatori di utopie. Ognuno fa il suo lavoro, ognuno con la
sua voglia di arrivare chissà dove (ahi lo sapesse lui almeno). Questo è il
viaggio de “Il Grandevetro” , rivista, circolo culturale, fabbrica di parole e
di cultura, palestra, perché quando nacque era anche “polisportiva primavera”.
Leggo su Wikipedia la sua storia: “organizzazione di base della sinistra santacrocese guidata
da Sergio Pannocchia negli anni Settanta.
E fu nel 1977 che uscì il primo numero della rivista Il Grandevetro. Il nome fu dato
da Romano Masoni,
pittore e incisore, in omaggio all'opera di Marcel Duchamp "La Sposa messa a nudo dai suoi
scapoli, anche" (traduzione
di "La Mariée mise à nu par ses
célibataires, même"), chiamato anche "Grande
Vetro".
Fu da questo collettivo che nel 1981 prese
le mosse "Il Circolo del Pestival", gruppo di artisti e intellettuali,
che stilò un manifesto di interventi culturali nel territorio del Cuoio e della
Calzatura di richiamo nazionale.
Fu in occasione delle manifestazioni
artistiche e culturali del "Circolo del Pestival", che entrò nella
redazione de Il Grandevetro,
diventandone eccezionale direttore, Luciano Della
Mea. S'inaugurò, grazie a lui in modo ufficiale, la nascita delle
Edizioni del "Circolo del Pestival", che già esistevano ma che
avevano uscite irregolari. Fu fondata quindi successivamente la Casa Editrice de Il Grandevetro, in coedizione,
per alcune sue collane, I
Senzastoria, I
Lapislazzuli e I Vagabondi, con la Casa Editrice Jaca Book di Milano.
La sua sede attuale è a Fucecchio(FI), presso l’Auditorium della Fondazione “I care”. in via I
Settembre, 43/b.
I nomi che ne hanno fatto la storia sono nobili (d’animo e di
pensiero ovviamente, l’altra nobiltà non riguarda la
repubblica Democratica fondata sul lavoro n.d.r.). Sergio Pannocchia, Sante Bagnoli, Antonio Bobò, Dino Carlesi, Renzo Cresti, Ivan Della Mea, Luciano Della Mea, Alberto Pozzolini, Marco Cini, Daniele Ronco, Michele Feo, Luciano Luciani, Gianni Quilici, Romano Masoni, Simonetta Melani, Nicola Micieli, Alberto Severi, Mario Aldo Toscano, Pierluca Pontrandolfo, Armando Sestani".
E siamo arrivati al numero centouno (101)
che ha un titolo giocoso: Miracolosamente per gioco e in gramaglie. I
contenuti… beh, abbonatevi e leggerete e rimarrete stupiti. Confesso mestamente
che la conoscevo poco prima della telefonata con Francesca Caminoli che aveva
letto una cosa che scrissi e mi disse “perché non la mandi al Grandevetro?”
Già, perché no? Per me è stata (tardiva) scoperta.
Il sommario del numero centouno:
Chi sa il gioco non l’insegni / Le regole del gioco
Il gioco e le regole di Alfonso M. Iacono 3,
La teoria del tutto di Fabrizio Nesti 4,
Senza regole di Marco La
Rosa 5,
’A
bonafficiata di Raffaele Moccia 5,
W la sgrammatica! di Maria Beatrice Di Castri 7,
Gioco e realtà di Alfio Pellegrini 8,
Si gioca come dico io di Piero Paolicchi 9,
Il controllo delle regole di Alessandro Lenzi 10,
Aritmie di Simonetta Melani 12,
Sorridere senza Letizia intervista a Giuliano Pisapia a cura di
Daniela Giglio 13,
Le prime regole di Andrea Lopes Pegna 14,
Wittgenstein e Confucio di Mauro Raddi 15,
Caos verde di Riccardo Guarino 15,
Il gioco dei Perché di Giacomo Cacciatore 17,
L’ordine creò il mondo di Maria Velia Lorenzi Bellani 18,
Le regole del Phersu di Valerio Giovannini 18,
L’improvvisazione di Davide Sparti 19,
Astapovo di Michele Feo 20,
Le regole della guerra di Lorenzo Zambernardi 22,
Divertiamoci! di Stefano Biffoli 23,
Affinità esplosive di Giovanni Commare 24.
La gabbia dei matti / Malattia mentale
Emergenze borderline di Giuseppe Corlito 25.
Impara l’arte / Polemiche, dibattiti, recensioni
L’arte si rigenera intervista a Emilio Mazzoli a cura di
Antonio Francoletti 27,
Questo è il mio fiume di Romano Masoni 28.
Il bel fogliame / Miscellanea
Il paiolo dei Gelsi di Massimo Michelucci 29,
Riprendiamoci l’ARPAT di Renzo Mazzetti 30,
Viaggio tra gli abissi di Chiara Magneschi 30,
W la scuola! di Jacopo Mancini 32,
Metamorfosi di Massimiliano Bertelli 32,
Un passo oltre di Francesca Ruth Brandes 33,
Sud Sud Sud... di Gianni Ferraris 33,
I pescatori di Perle di Antonio Marchetti 34,
Arrivano i mostri di Carlo Salami 34.
A correre
Patti chiari (libera riduzione delle regole del Go, dalla rete).
Le immagini
Le immagini della copertina
e tutte quelle in basso alle pagine 8, 9, 14, 15, 20, 32, 33 sono di Roberto
Innocenti e sono tratte dai volumi L’isola
delle Figure, Bandecchi & Vivaldi, Pontedera, 2001 e Le prigioni della storia, Grafis
Edizioni, Bologna, 1989.
Le immagini grandi e quella
della quarta di copertina sono di Jan Saudek e sono tratte dai volumi Jan Saudek, Photographs 1987-1997,
Taschen, Colonia, 1997 e Eros e
fotografia. Jan Saudek, a cura di Judith Lange, Gruppo Editoriale
L’Espresso, Roma, 2003.
Le immagini su Pinocchio in
basso alle pagine 3, 5, 10, 19, 25, 27, 29 sono tratte dal volume Pinocchio e la sua immagine, di
Valentina Baldacci e Andrea Rauch, Giunti Editore, Firenze, 2006.
Le immagini in basso alle
pagine 4, 7, 18, 24, 28, 30 sono di Brian Froud e Alan Lee e sono tratte dal
volume Fate, di Brian Froud e Alan
Lee, a cura di David Larkin, Rizzoli, Milano, 1982.
Le immagini in basso alle
pagine 12, 13, 17, 22, 23 sono di Rien Poortvliet e sono tratte dal volume Il segreto degli Gnomi, di Rien
Poortvliet e Wil Huygen, Rizzoli, Milano, 1979.
Le immagini in testa alle
pagine sono tratte da I 33 giochi del
Mitelli, Grafica Gutenberg Editrice, Bergamo, 1976.
Le immagini delle testatine
delle rubriche sono di Adolf Wölfi, e sono tratte da Kos, Franco Maria Ricci Editore, aprile-maggio1988.
Le vignette sono di
Giuliano.
Il Grandevetro è una
rivista “militante” (Ah la storia che torna tumultuosamente) e non ha una
distribuzione classica, quella dei giornali e delle riviste patinate. E’ un
gioco di sforzi e di capacità di chi la produce e promuove. Non la troverete quindi nelle
edicole e nelle librerie. Chi vorrà averla potrà abbonarsi anche in periodo di crisi economica, in fondo
vale la pena.
Iban:
IT52S0842537870000030381271
BANCA
CREDITO COOPERATIVO DI CAMBIANO, FILIALE DI FUCECCHIO
Oppure: Conto
Corrente Postale 7325824 - Il Grandevetro - via I Settembre 43/B - 50054
Fucecchio
30 euro il
costo di cinque numeri l’anno, 15 euro per studenti e pensionati.
Il Grandevetro ringrazia Gianni Ferraris, compagno di ciurma.
RispondiEliminaEvviva la grande nave dei folli! evviva il mare e le sue scie!
simonetta melani per la Redazione